Come insegnare a leggere ai bambini piccoli

Malanni autunnali: come prevenire i malanni di stagione

Quando e come lavare i denti ai bambini

I primi dentini

L'educazione dei bambini a tavola

Rientro a scuola dopo le vacanze estive: come affrontarlo senza stress

Bambini e rientro dalle vacanze: come affrontare lo stress da rientro

I bambini e i cartoni animati

Bambini ed allergie di primavera

Come vestire i bambini in primavera

Giochi per bambini all’aria aperta

Come insegnare a leggere ai bambini piccoli

Insegnare a leggere ai bambini piccoli è un modo per avvicinarli al mondo della lettura e della parola scritta. Ovviamente i genitori non si devono sostituire alla scuola, che prevede programmi di insegnamento appositamente predisposti per insegnare a leggere, ma casomai favorire l’avvicinamento dei più piccoli ai libri e alla lettura prima che inizino le scuole elementari.

Per prima cosa, il buon esempio è sempre utile: un bambino che vedrà i genitori spesso impegnati nella lettura assocerà quell’attività ad un qualcosa di piacevole e per questo sarà più portato ad “imitare” mamma e papà.

Per insegnare a leggere ai bambini piccoli si può, lasciar scegliere al piccolo uno o più libri evitando di fare percepire la scelta come “pilotata” dai genitori: in questo modo si sentirà maggiormente coinvolto. Se i bambini sono ancora molto piccoli i genitori potranno leggere le storie cercando di far capire che i suoni “nascono” dalle parole stampate: seguire con un dito le righe aiuterà il bambino a capirlo in modo naturale.

Inoltre per aiutare il processo di apprendimento del bambino della tecnica di lettura è molto utile porre domande che coinvolgano il piccolo durante la lettura, in questo modo imparerà che quello della lettura è un processo stimolante e creativo, in cui può veramente essere protagonista.

Insegnare a leggere ai bambini piccoli significa anche invogliarli alla lettura: predisporre una piccola libreria nelle loro stanze o nella stanza dei giochi permetterà di far loro capire che anche quella è una delle loro tante possibilità di divertimento.

Trasmettere l’idea che attraverso la carta stampata si può avere accesso ad un mondo fantastico e stimolante per la mente e l’immaginazione: se si riesce a fare questo, il piccolo probabilmente diventerà un buon lettore. Qualche piccolo accorgimento, come quelli sopra elencati, permettono di avvicinare i più piccoli al mondo della parola scritta e della lettura in modo divertente e naturale. D’altronde anche insegnare a leggere ai bambini piccoli è una delle attività che uniscono genitori e figli e che permettono a questi ultimi di conquistare, poco a poco, la loro “indipendenza”.


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Malanni autunnali: come prevenire i malanni di stagione

L’autunno è appena iniziato e, anche se quest’anno l’estate sembra essersi presa gioco di noi, fra qualche settimana torneremo ad indossare giacche, cappotti e sciarpe.


L’arrivo dei primi freddi accompagnati da cambi improvvisi delle temperature, è la principale causa dei malanni autunnali che possono manifestarsi con raffreddore, tosse e febbre. L’autunno, esattamente come la primavera, è una stagione di passaggio, caratterizzata da sbalzi termici e forti piogge. Un giorno fa caldo e usciamo in felpa, il giorno dopo ci troviamo sotto un acquazzone! La forte escursione termica, quindi, è spesso causa dei classici malanni di stagione: il nostro corpo fatica ad abituarsi agli sbalzi termici e va in tilt.

Come vestire i bambini? Quali regole seguire e quali tessuti maggiormente sono adatti per i bambini?

Queste sono le domande che spesso le neo mamme si pongono. Partiamo dal presupposto che le regole basilari da seguire sempre sono due: scegliere capi comodi e pratici e optare per tessuti naturali.

Per quanto riguarda i tessuti per bambini il migliore rimane sempre il cotone, non trattato, poiché è il più adatto alla pelle sensibile dei bambini. Il cotone è traspirante e possiede un’elevata capacità di assorbimento dell’umidità. È morbido, leggero e non fa sudare perché, essendo un buon conduttore di calore, è in grado di farlo disperdere velocemente. Il cotone è anche il tessuto più adatto per la biancheria intima in quanto non agevola la formazione di microrganismi che potrebbero portare all’insorgere di infezioni.

Infine la lana, ottimo isolante massimamente adatto per l’inverno. Benché sia altamente traspirante è sempre consigliabile che non sia indossata a contatto diretto con la pelle dei più piccoli.

L’importante è che tutti i tessuti indossati dai vostri piccoli non siano trattati, che siano scelti in base alla stagione di utilizzo e che siano facilmente lavabili e resistenti anche alle alte temperature in modo da mantenersi in buono stato anche dopo frequenti lavaggi. E, mi raccomando, scegliete sempre capi comodi, abbastanza larghi da permettere al bambino di muoversi in tutta libertà ma non troppo da ingombrarlo cosicché sia libero di giocare serenamente!


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Quando e come lavare i denti ai bambini

Inizialmente optate per uno spazzolino piccolo con setole molto morbide (sia al supermercato che in farmacia si possono facilmente trovare gli spazzolini appositi per lavare i denti ai bambini). Mi raccomando siate delicatissimi nei movimenti e non utilizzate il dentifricio poiché rischiereste che il bimbo lo mandi giù.

Per quanto riguarda i movimenti da compiere chiedete sempre consiglio al vostro dentista il quale saprà spiegarvi al meglio come prendervi cura dell'igiene orale dei bambini. In linea di massima comunque i movimenti da fare sono in senso rotatorio per pulire le superfici verticali e avanti e indietro per pulire le superfici orizzontali.

Mi raccomando attenzione anche alle abitudini alimentari: limitate l'assunzione di zuccheri, evitate che il piccolo si addormenti con il biberon in bocca e cercate di eliminare l'utilizzo del biberon dopo i 14 mesi. Man mano che crescerà incoraggiate il vostro bimbo ad imparare a pulirsi i denti da solo ma fino ai 12 anni controllatelo e magari abbiate l'accortezza di dare voi l'ultima passata di spazzolino affinché l'igiene orale dei vostri bambini sia curata al massimo!


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I primi dentini

Quando spuntano i dentini? Questa è una delle tante domande che le Mamme si pongono quando il loro piccolo comincia a crescere! Ecco allora che per capirlo è importante riconoscere i sintomi dei primi dentini.
Prima di tutto, però, è bene ricordare che non tutti i bimbi sono uguali e che il momento dell'arrivo dei primi dentini varia da bimbo a bimbo. In linea di massima però si può far fede alla seguente tabella indicativa:

- 6-8 mesi: incisivi centrali inferiori
- 7-9 mesi: incisivi centrali superiori
- 8-10 mesi: incisivi laterali superiori
- 10-12 mesi: incisivi laterali inferiori
- 12-18 mesi: primi molari
- 18-24 mesi: canini
- 24-30 mesi: secondi molari

Quali sono allora i sintomi dei primi dentini? In generale l'eruzione dei dentini non è un fenomeno così doloroso come si pensa ma, anche in questo caso, la reazione sarà soggettiva. I disturbi più comuni sono:

- gengive irritate
- aumento di salivazione
- irritabilità
- tendenza a mordere oggetti duri
- piacere nel succhiare oggetti
- sonno disturbato
- febbre e diarrea

Le soluzioni migliori per alleviare il dolore provocato dall'irritazione alle gengive sono, prima di tutto, dar da bere al piccolo acqua fresca, in secondo luogo massaggiare le gengive con il vostro dito e spalmare su di esse una crema calmante o una pomata specifica indicata dal pediatra e infine passare sulle gengive una garza imbevuta di acqua fredda.
Per soddisfare la voglia del piccolo di mordicchiare gli oggetti tenete sempre a portata di mano dei giochini morbidi specifici per la dentizione che contengono un liquido da raffreddare in frigorifero. Tra i sintomi dei primi dentini, l'aumento di salivazione è una risposta naturale fornita dall'organismo che, così facendo, cerca di alleviare il gonfiore delle gengive. Per questo motivo è bene asciugare spesso la bocca del piccolo per evitare che l'eccesso di saliva gli irriti il mento o le labbra.
Infine, tra i possibili sintomi dei primi dentini, vi è anche la possibilità che il piccolo soffra di attacchi di diarrea o che presenti qualche linea di febbre, conseguenze anch'esse dell'irritazione delle gengive. Per non scambiare i sintomi dei primi dentini con altri disturbi chiedete sempre consiglio al vostro pediatra che vi saprà anche indicare con maggiore precisione quando spuntano i dentini e come affrontare questo piccolo ma grande cambiamento nei vostri piccoli! 


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L'educazione dei bambini a tavola

Il momento della condivisione dei pasti insieme in famiglia è molto importante e rappresenta anche l'occasione per dare il buon esempio ai propri piccoli: mostrare in prima persona come mangiare bene stando composti a tavola è il primo metodo da seguire per trasmettere una corretta educazione a tavola per bambini!

Stabilire alcune semplici regole a tavola per i bambini è fondamentale, l'importante è non eccedere per non rendere eccessivamente stressante il momento dei pasti per i vostri figli. Ricordatevi che è giusto assecondare i gusti del piccolo ma comunque il menù è una vostra scelta, non sua. Se si rifiuta di mangiare determinati alimenti non date troppo peso alla cosa per non rischiare che il bimbo capisca che può utilizzare l'alimentazione come ricatto per ottenere quello che vuole. Date sempre il giusto peso a qualsiasi situazione.

Cercate sempre di rendere lo stare a tavola tutti insieme un momento di serenità durante il quale evitate di sollevare discussioni e cercate invece di chiacchierare condividendo le esperienze quotidiane e raccontandovi a vicenda la giornata appena trascorsa.

Per quanto riguarda invece gli aspetti pratici dell'educazione a tavola per bambini, assicuratevi prima di tutto di avere un seggiolone, e poi in seguito una sedia regolabile, che permettano al piccolo di mangiare ponendosi alla vostra stessa altezza. Procuratevi poi delle posate più piccole, adatte alle dimensioni delle sue manine, e piatti colorati dedicati solo a lui. Molto comodi sono i sottopiatti dotati di ventosa che permettono di "ancorare" il piattino al tavolo evitando così che il bimbo possa rovesciarne il contenuto.

Infine cercate di variare il più possibile l'alimentazione, offrendo sempre pietanze diverse ai vostri piccoli, che impareranno così ad assaggiare tutto. Servite infine sempre dosi contenute: così non lo farete sforzare per finire il contenuto del piatto e gli farete venire voglia di assaggiare qualcos'altro, non essendo ancora del tutto sazio.


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Rientro a scuola dopo le vacanze estive: come affrontarlo senza stress

Ed eccoci ormai quasi giunti al fatidico giorno che tutti i bimbi temono... il giorno del ritorno a scuola dopo le vacanze estive!

Molti bimbi in realtà amano questa giornata, per altri però rappresenta un vero e proprio incubo! Quindi come affrontare il rientro a scuola senza stress?

Per agevolare il ritorno a scuola dopo le vacanze estive valgono alcune regole: iniziate ad abituare i piccoli ai nuovi orari svegliandoli prima anche gli ultimi giorni di vacanza per non traumatizzarli con la sveglia alle 7 del mattino il primo giorno di scuola! Allo stesso modo abituateli ad andare a letto un po' prima la sera.

Cercate di presentare a loro la scuola non come una minaccia bensì come un'ottima opportunità per conoscere nuovi bimbi, per ritrovare i loro amichetti e per trascorrere il tempo in compagnia imparando anche tante cose nuove.

Per rendere importante questo momento organizzate una festa per festeggiare il primo giorno di scuola e coinvolgeteli nei preparativi: l'acquisto dei libri e dei quaderni, del diario, dello zainetto e dell'astuccio o del grembiulino saranno per loro un'occasione di divertimento!

Anche se dovessero aver già finito tutti i compiti, gli ultimi giorni di vacanza fate fare ai vostri piccoli qualcosa così da farli "tornare in allenamento" e poi, almeno per i primi giorni di scuola, state loro vicino e seguiteli mentre fanno i compiti senza spazientirvi nel caso dovessero sbagliare o essere un po' distratti.

Infine, per aiutare i vostri piccoli ad affrontare il rientro a scuola in tutta serenità cercate di trasmettere voi a loro, per primi, l'amore per la lettura e per l'apprendimento, leggete insieme a loro e fate insieme giochi educativi. E ricordatevi che un bimbo sereno è portato ad apprendere molto più in fretta di un bimbo stressato!


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Bambini e rientro dalle vacanze: come affrontare lo stress da rientro

Come far affrontare ai nostri piccoli lo stress da rientro ed aiutarli a riprendere al meglio il normale tran-tran quotidiano?

Anche per i bambini, infatti, il rientro dalle vacanze può essere fonte di stress e causare nervosismo, svogliatezza, affaticamento. Per ripartire al meglio allora è bene farlo prima di tutto in modo graduale: abituate di nuovo i piccoli ai soliti orari pian piano e non in modo brusco, rientrando dalle vacanze qualche giorno prima dell'inizio della scuola, e cercate di riprendere le solite attività per gradi e non tutte insieme.
Anche il fisico va abituato di nuovo ai soliti ritmi di sempre per cui è importante riprendere a consumare i pasti ad orari precisi, iniziare sempre la giornata con una colazione sana e optare per snack salutari al posto dei gelati e delle merendine che sicuramente hanno caratterizzato la vacanza dei vostri bimbi! Per smaltire in modo naturale qualche chiletto in più messo su durante il periodo estivo cercate di fare con i vostri figli qualche semplice attività fisica come una camminata o un giro in bicicletta. E prima che la scuola ricominci, date ai bambini degli orari per andare a dormire e per alzarsi, di modo tale da non rendere loro traumatico il giorno del rientro.

Finché il bel tempo lo permette cercate di mantenere anche al rientro dalle vacanze alcune buone abitudini vacanziere: accendete il meno possibile la televisione e fate stare i vostri bambini il più possibile all'aria aperta facendo loro trascorrere il tempo con gli amici con i quali potranno raccontarsi le proprie vacanze e condividere lo stress da rientro! E voi genitori continuate a dedicare ai vostri figli più tempo, proprio come facevate durante le vacanze, leggendo con loro un libro o facendo un gioco in casa la sera.
Insomma se lo stress da rientro può colpire noi adulti, non è detto che anche i bambini non accusino il rientro dalle vacanze. Aiutateli ad iniziare il nuovo anno scolastico con la maggiore serenità possibile! 


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I bambini e i cartoni animati

I cartoni animati per i bimbi piccoli, in particolare, possono essere un ottimo modo di imparare divertendosi nonché un momento speciale da trascorrere insieme a mamma e papà.

I cartoni migliori sono proprio quelli che puntano a stimolare l'apprendimento raccontando storie, insegnando materie scolastiche oppure trasmettendo regole semplici e fondamentali per la vita quotidiana.

I migliori cartoni animati per bimbi piccoli sono quelli che, per esempio, insegnano loro l'educazione alimentare, l'igiene orale, l'alfabeto, i colori o, crescendo, l'educazione stradale e il concetto di amicizia.

Vi sono poi i cartoni che insegnano a "creare" cose tramite materiale di recupero oppure a disegnare e dipingere e quelli che insegnano l'anatomia e il corpo umano.

Di fondamentale importanza è sempre controllare i bambini e i cartoni animati che scelgono di guardare: stare loro affianco è importante, sia per condividere con loro l'esperienza della visione e commentare ciò che state guardando insieme, sia per controllare le immagini e gli eventuali dialoghi dei programmi che scelgono.

Cercate sempre di rispondere a tutte le loro domande per chiarire ciò che non capiscono o che li lascia nel dubbio ed evitate cartoni che presentino scene di violenza o scene emotivamente forti.

Come abbiamo già detto in precedenza, ricordatevi che la televisione non è una baby-sitter e non ha lo scopo di "parcheggiare" i Vostri figli ma deve sempre essere un momento di condivisione per trascorrere del tempo insieme in modo utile ed educativo.


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Bambini ed allergie di primavera

La primavera è arrivata, e la fine delle piogge e del grigiore è un piacere per tutti…o quasi!
Infatti per moltissimi, tra adulti e bambini, l’arrivo della bella stagione significa l’inizio delle fastidiose allergie ai pollini; vediamo insieme come comportarsi se i vostri figli ne soffrono:

1. Che cos’è?


E’ un errore dell’organismo che scambia una sostanza innocua (per es. il polline) per un nemico e la combatte con anticorpi che liberano istamina: cause delle ‘reazioni allergiche’.

2. Evitare il fumo.


In gravidanza, durante l’allattamento e nei primi anni di vita l’esposizione al fumo è sempre nociva per il bambino. Il fumo da sigaretta infatti aumenta la produzione di IgE che, nel soggetto geneticamente predisposto, aggravano o scatenano l’allergia.

3. Il calendario.


Imparate a conoscere la fioritura delle piante allergizzanti: il platano ad aprile, le graminacee a maggio e in estate l’ambrosia.

4. All’aperto.


Evitate i prati dove si è appena tagliata l’erba, non uscite dopo un temporale né al calar del sole: massima densità pollinica.

5. Smog.


Evitare le strade dove c’è una maggiore concentrazione di smog: anche le sostanze inquinanti irritano le vie aeree e facilitano l’insorgenza di reazioni allergiche respiratorie.

6. In casa.


Tenete l’ambiente il più possibile libero dalla polvere, rimuovendo per esempio la polvere dai mobili con un panno umido. Molto utili i filtri di aspirazione Hepa che rimuovono dall’aria polline e altri allergeni.

7. Alleviare i disturbi.


Oltre agli antistaminici, che vanno prescritti dal pediatra, fate lavaggi nasali con soluzioni marine (rimuovono gli allergeni dal muco). Se si dimostra l’allergia ai pollini di una determinata pianta, l’ideale sarebbe programmare una breve vacanza in un altro luogo (da scegliere ad hoc con l’aiuto del medico) nel periodo di impollinazione, per tenerlo lontano, almeno per un po’, dagli allergeni suoi ‘nemici’.

8. Prevenzione.


Se si ha la certezza di un bimbo allergico meglio programmare un vaccino antipolline. Si prescrive in ambulatorio.


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Come vestire i bambini in primavera

Come vestire i bambini in primavera? Come vestire un neonato a marzo? Ricordatevi che anche in questo caso le regole basilari devono essere sempre due: farli stare freschi senza sudare e farli stare comodi.

Detto questo, ecco alcuni semplici consigli da seguire:

1. Prima di tutto l’importante è scegliere sempre tessuti naturali – in primavera meglio il cotone e, un po’ più avanti, il lino – ed evitare quelli sintetici che non permettono una buona traspirazione e fanno sudare.

2. Vestirli in modo che siano comodi acquistando capi della giusta taglia o al massimo di una taglia in più e scegliendo capi comodi e pratici (sia per i bambini che per i genitori!). Nel caso di neonati optate per tutine apribili o con bottoncini laterali a clip e body con un’apertura molto larga per la testa.

3. Vestirli “a cipolla”, ovvero a strati, per poterli alleggerire durante la giornata e in base al luogo in cui si trovano. Consigliamo pertanto un giubbino leggermente imbottito o impermeabile sotto cui indossare una felpa leggera di cotone e una maglietta a maniche corte oppure solo una maglietta a maniche lunghe.

4. Coprirli con cappellino di cotone e una sciarpina leggera, soprattutto c’è vento, per tenere al caldo la testa e la gola.

5. Vestirli come noi stessi: i capi che sono sufficienti a coprire abbastanza noi stessi vanno bene anche per loro. Non bisogna coprirli eccessivamente perché c’è il rischio che sudino al chiuso prendendo poi freddo una volta usciti all’aperto.

6. All’aperto coprirli con una copertina leggera piuttosto che con una tuta imbottita, non essendo questa pratica da togliere ogni volta che si dovesse entrare in un luogo chiuso col rischio anche di svegliare il piccolo che sta dormendo.

7. Nel caso dei neonati ricordatevi che essi hanno una temperatura corporea interna più elevata per cui fate ancora maggiore attenzione a non coprirli in modo eccessivo perché soffrono il caldo più di noi. L’abbigliamento primaverile più adatto per i neonati può essere un body in cotone con sopra una tutina sempre in cotone o in ciniglia leggera.

Infine ricordatevi sempre di toccare il vostro bimbo per capire come sta: il suo corpo deve essere sempre tiepido e per capire se lo è bisogna toccare loro la fronte e il collo, in quanto mani e piedi tendono ad essere sempre più freddi.


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Giochi per bambini all’aria aperta

La primavera è arrivata, le temperature diverranno pian piano sempre più miti e la voglia dei vostri piccoli di dedicarsi ai giochi all’aria aperta aumenterà sempre di più!

Ecco allora alcuni spunti e suggerimenti sui giochi da fare all’aperto per bambini.

Alcuni giochi sono davvero dei classici intramontabili, altri sono più moderni ma tutti fanno bene al fisico e alla mente dei bimbi!

Mosca cieca: il gioco per bambini probabilmente più antico della terra consiste nel bendare uno dei bimbi (che sarà, appunto, la “mosca cieca”) il quale dovrà acchiappare gli altri bimbi che partecipano al gioco e riuscire a riconoscerli solo tramite il tatto. È un gioco molto divertente che aiuta i piccoli a potenziare i propri sensi, soprattutto il tatto e l’udito, e a combattere la paura del buio.

Corsa coi sacchi: una gara molto conosciuta i cui partecipanti devono cercare di raggiungere il traguardo saltellando con entrambe le gambe chiuse all’interno di un sacco. Vince chi raggiunge per primo la linea di arrivo. Questo gioco stimola la velocità e la motricità dei bimbi.

Quattro cantoni: si individuano 4 “cantoni”, ovvero quattro punti di riferimento, che possono essere alberi, segni per terra, sassi ecc. e ad ognuno di questi viene assegnato un bimbo. I quattro bimbi continueranno a scambiarsi i posti mentre un quinto bimbo, che rimarrà in mezzo a loro, cercherà di occupare il cantone libero nel momento dello scambio. A quel punto toccherà al bimbo a cui è stato “rubato” il posto posizionarsi in mezzo e cercare di conquistare un altro cantone. Questo gioco stimola la velocità dei bambini e la loro prontezza di riflessi.

Gioco del semaforo: il gioco prevede che i bimbi si mettano in fila uno dietro l’altro e seguano i comandi impartiti da un adulto, il quale potrà pronunciare le seguenti parole: - verde: i bambini dovranno avanzare - rosso: i bambini dovranno restare immobili - giallo: i bambini dovranno avanzare imitando il verso e le movenze di un determinato animale e copiando ciò che fa l’animatore
Questo gioco aiuta a sviluppare l’attenzione e la prontezza nel rispondere ad un comando.

Strega comanda color: un bimbo viene scelto per il ruolo della strega e, ad inizio gioco, dovrà pronunciare le parole “strega comanda color….” (indicando il colore da lui liberamente scelto). A questo punto tutti i bimbi dovranno scappare in cerca di un oggetto o di qualsiasi cosa del colore deciso dalla “strega” da toccare per essere in salvo. Se la “strega” riesce ad acchiappare un bimbo prima che questo si sia messo in salvo toccando il colore indicato, esso stesso diverrà a sua volta la “strega” e il gioco ricomincerà. Questo gioco aiuta a migliorare la velocità dei bambini, la loro prontezza di riflessi e la capacità di distinguere e selezionare i colori.

Bastian contrario: un adulto prende posto in mezzo ad un cerchio di bimbi e, servendosi di una serie di oggetti a sua scelta (es. una sedia, un cappello, un bicchiere, un bastone, un paio di occhiali ecc…), compie una serie di movimenti che i bimbi dovranno replicare al contrario: se l’adulto si siede i bambini dovranno alzarsi, se indossa il cappello i bambini dovranno fare finta di toglierselo e via dicendo. Chi per sbaglio ripeterà lo stesso gesto compiuto dall’adulto verrà eliminato dal cerchio. Vince l’ultimo bimbo rimasto. Questo gioco permette in modo divertente di allenare l’attenzione, i riflessi e la motricità in generale.


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